mercoledì 12 marzo 2014

SOSTENIBILITÀ, OCCUPAZIONE GIOVANILE E TUTELA DELLA SALUTE

 
Pietro Colucci ospite a TGR Ambiente Italia: “ambiente e lavoro devono camminare di pari passo”

 
Pietro Colucci, Presidente ed Amministratore Delegato di Kinexia SpA – società attiva nel settore delle energie rinnovabili e dell’ambiente – ha partecipato lo scorso 8 marzo ad una puntata di TGR Ambiente Italia, trasmissione televisiva di RAI 3 dedicata a tematiche ambientali, con attenzione particolare verso iniziative di tutela dell’ambiente e sviluppo sostenibile.

Sollecitato dal conduttore televisivo Beppe Rovera, Pietro Colucci ha sottolineato che, a fronte di un tasso di disoccupazione giovanile che ha superato il 40%, la green economy - tra energie rinnovabili, chimica verde e valorizzazione del patrimonio ambientale - potrebbe offrire un contributo rilevante in termini occupazionali. In particolare, Colucci ha suggerito un nuovo modo di pensare al rapporto tra lavoro e ambiente: devono e possono avere uno sviluppo complementare. E’ un percorso virtuoso e percorribile, come documentato dalle proiezioni del Green Jobs Act di Unioncamere e Symbola, che hanno stimato in almeno 3 milioni i potenziali posti di lavoro nella green economy.

Nel corso della trasmissione, si è parlato anche della valorizzazione del patrimonio artistico del Paese. A Pietro Colucci è stato chiesto un parere sull’intervento privato nella tutela del patrimonio nazionale. Il Presidente di Kinexia si è detto assolutamente favorevole a questo genere di iniziative anche se ha ricordato, citando il caso di Della Valle, che gli imprenditori che hanno sponsorizzato iniziative di questo tipo  si sono poi dovuti scontrare con non poche difficoltà burocratiche.

E in merito alla problematica del dissesto idrogeologico, Pietro Colucci ha ricordato “Gli Stati Generali della Green Economy”, giunto alla seconda edizione, nell’ambito del quale sono stati analizzati vari settori della green economy, tra cui la tutela del patrimonio ambientale. Dallo studio è emerso che un investimento da 5 miliardi di euro per la tutela del patrimonio ambientale, oltre a notevoli ripercussioni sull’occupazione e sull’indotto, consentirebbe di risparmiare tre volte tanto negli anni a venire. Anche in questo caso, secondo Colucci, il problema principale è legato alla burocrazia, con una sovrapposizione di competenze che scoraggia gli investitori.
 

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