Innovatec, società guidata da Pietro Colucci, è la principale azienda italiana nel settore dell’efficienza energetica. Il Progetto Smart, lanciato nel 2013, prevede la realizzazione di un’architettura complessa, software e hardware, in grado di interconnettere via web centinaia di produttori-consumatori di energia rinnovabile. Il sistema consente agli utenti di tenere sotto controllo il consumo di energia e accumularla, per poi rivenderla nel momento più adatto. Oggi, in Italia, lo scambio di energia elettrica via web senza passare dalla rete non è consentito a causa delle limitazioni amministrative. Il Progetto Smart rappresenta il passo successivo che Innovatec sta compiendo nell’intento di estendere alla comunità i vantaggi che oggi sono usufruibili soltanto dai singoli. Attraverso internet i dispositivi collegati al sistema (Smart Grid) si autogestiscono in base ai principi di efficienza. Grazie alle potenzialità del web vengono a cadere tutte quelle barriere tecnologiche che ostacolavano la diffusione di tali modelli. Pietro Colucci, nell’intervista rilasciata a Tecn’è, afferma come non sia più necessaria la prossimità territoriale fra i componenti della community che vogliono partecipare a questa “democratizzazione energetica”. La struttura si rende adatta alla partecipazione delle aziende e delle abitazioni e proprio da questo connubio nasce parte del principio di efficienza che sta alla base del sistema: durante le ore diurne dei giorni feriali le industrie utilizzano più energia, proprio quando le abitazioni civili ne usano meno e possono quindi cederla. Nelle ore serali e durante il fine settimana sono invece le industrie a poter rifornire le case, avendo un bisogno ridotto. Il Progetto Smart ideato da Innovatec consente l’autonomia energetica basata sull’autoproduzione derivata da fonti rinnovabili. In Italia però è permessa solo l’autoproduzione di energia, non si può venderla o “fare rete”. Se tutti gli utenti si staccassero dalla rete, autoproducendo energia, nessuno pagherebbe più gli oneri di sistema della rete elettrica nazionale. Il Governo, per ora, non incentiva quindi l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, andando in direzione opposta rispetto all’attuale normativa comunitaria. Tali scelte non fanno altro che avvantaggiare l’utilizzo delle tradizionali fonti fossili.
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martedì 24 maggio 2016
Tecn’è: Pietro Colucci e il Progetto Smart di Innovatec
Il Presidente di Innovatec interviene in merito a temi di sostenibilità, promuovendo tecnologie innovative per lo scambio di energia pulita.
Innovatec, società guidata da Pietro Colucci, è la principale azienda italiana nel settore dell’efficienza energetica. Il Progetto Smart, lanciato nel 2013, prevede la realizzazione di un’architettura complessa, software e hardware, in grado di interconnettere via web centinaia di produttori-consumatori di energia rinnovabile. Il sistema consente agli utenti di tenere sotto controllo il consumo di energia e accumularla, per poi rivenderla nel momento più adatto. Oggi, in Italia, lo scambio di energia elettrica via web senza passare dalla rete non è consentito a causa delle limitazioni amministrative. Il Progetto Smart rappresenta il passo successivo che Innovatec sta compiendo nell’intento di estendere alla comunità i vantaggi che oggi sono usufruibili soltanto dai singoli. Attraverso internet i dispositivi collegati al sistema (Smart Grid) si autogestiscono in base ai principi di efficienza. Grazie alle potenzialità del web vengono a cadere tutte quelle barriere tecnologiche che ostacolavano la diffusione di tali modelli. Pietro Colucci, nell’intervista rilasciata a Tecn’è, afferma come non sia più necessaria la prossimità territoriale fra i componenti della community che vogliono partecipare a questa “democratizzazione energetica”. La struttura si rende adatta alla partecipazione delle aziende e delle abitazioni e proprio da questo connubio nasce parte del principio di efficienza che sta alla base del sistema: durante le ore diurne dei giorni feriali le industrie utilizzano più energia, proprio quando le abitazioni civili ne usano meno e possono quindi cederla. Nelle ore serali e durante il fine settimana sono invece le industrie a poter rifornire le case, avendo un bisogno ridotto. Il Progetto Smart ideato da Innovatec consente l’autonomia energetica basata sull’autoproduzione derivata da fonti rinnovabili. In Italia però è permessa solo l’autoproduzione di energia, non si può venderla o “fare rete”. Se tutti gli utenti si staccassero dalla rete, autoproducendo energia, nessuno pagherebbe più gli oneri di sistema della rete elettrica nazionale. Il Governo, per ora, non incentiva quindi l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, andando in direzione opposta rispetto all’attuale normativa comunitaria. Tali scelte non fanno altro che avvantaggiare l’utilizzo delle tradizionali fonti fossili.
Innovatec, società guidata da Pietro Colucci, è la principale azienda italiana nel settore dell’efficienza energetica. Il Progetto Smart, lanciato nel 2013, prevede la realizzazione di un’architettura complessa, software e hardware, in grado di interconnettere via web centinaia di produttori-consumatori di energia rinnovabile. Il sistema consente agli utenti di tenere sotto controllo il consumo di energia e accumularla, per poi rivenderla nel momento più adatto. Oggi, in Italia, lo scambio di energia elettrica via web senza passare dalla rete non è consentito a causa delle limitazioni amministrative. Il Progetto Smart rappresenta il passo successivo che Innovatec sta compiendo nell’intento di estendere alla comunità i vantaggi che oggi sono usufruibili soltanto dai singoli. Attraverso internet i dispositivi collegati al sistema (Smart Grid) si autogestiscono in base ai principi di efficienza. Grazie alle potenzialità del web vengono a cadere tutte quelle barriere tecnologiche che ostacolavano la diffusione di tali modelli. Pietro Colucci, nell’intervista rilasciata a Tecn’è, afferma come non sia più necessaria la prossimità territoriale fra i componenti della community che vogliono partecipare a questa “democratizzazione energetica”. La struttura si rende adatta alla partecipazione delle aziende e delle abitazioni e proprio da questo connubio nasce parte del principio di efficienza che sta alla base del sistema: durante le ore diurne dei giorni feriali le industrie utilizzano più energia, proprio quando le abitazioni civili ne usano meno e possono quindi cederla. Nelle ore serali e durante il fine settimana sono invece le industrie a poter rifornire le case, avendo un bisogno ridotto. Il Progetto Smart ideato da Innovatec consente l’autonomia energetica basata sull’autoproduzione derivata da fonti rinnovabili. In Italia però è permessa solo l’autoproduzione di energia, non si può venderla o “fare rete”. Se tutti gli utenti si staccassero dalla rete, autoproducendo energia, nessuno pagherebbe più gli oneri di sistema della rete elettrica nazionale. Il Governo, per ora, non incentiva quindi l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, andando in direzione opposta rispetto all’attuale normativa comunitaria. Tali scelte non fanno altro che avvantaggiare l’utilizzo delle tradizionali fonti fossili.
martedì 27 maggio 2014
IL FUTURO VERDE DELLA CITTA’ DI MILANO
Milano
si fa verde. In piazza Duomo è infatti in fase di realizzazione un giardino di
carpini, graminacee e piante aromatiche. Questo giardino non solo rappresenta
un importante e piacevole passo verso una maggiore vivibilità e sostenibilità
del capoluogo lombardo ma permette anche di mettere in discussione due radicate
ma superate idee milanesi. Da un lato l’idea del verde come pura decorazione,
qualcosa da guardare ma non toccare e dall’altro lato il fatto che la città
debba crescere solamente nella direzione di grandi e maestosi palazzi, a
discapito di parchi e giardini.
Per
molti anni a Milano ci si è limitati a curare il verde già presente, senza
creare nuove zone green. Da qualche anno invece è stata creata una rete di
cittadini, il Tavolo del Verde, che ha dato il via ad una attività di
valorizzazione ed ampliamento delle aree verdi della città.
Questo
ha portato un riscontro anche a livello di amministrazione, che ha promosso
convenzioni per la condivisione del verde.
Il
processo di ricomposizione per la città di Milano è quindi stato avviato e fa
ben sperare per il futuro della città.
martedì 4 marzo 2014
LE SEI REGOLE PER CITTÀ PIÙ SOSTENIBILI
Recentemente è stato stimato che
entro la fine del secolo, il pianeta sarà popolato da oltre dieci miliardi di
persone, concentrate per l’85% all’interno di centri urbani. La prospettiva di
città sovraffollate può essere ovviata attraverso l’attuazione di sei semplici
regole. L’applicazione di queste direttive può garantire la trasformazione
delle metropoli in vere e proprie strutture ecologiche capaci di spingere il
sistema al limite senza degradare l’ambiente circostante.
Le sfide verso cui le grandi città dovranno adeguarsi vertono prima di tutto sulle norme di strutturazione urbanistica sostenibile, in un’ottica di ottimizzazione degli spazi, favorendo la qualità della vita attraverso spazi verdi. La seconda sfida riguarda la realizzazione di edifici e strutture auto sostenibili, capaci di generare energia grazie alle tecnologie costruttive ad alta efficienza energetica. La terza ha a che fare con il trasporto; in altre parole, potenziare il trasporto pubblico a scapito di quello privato, cambiando radicalmente le abitudini dei cittadini. I restanti punti rappresentano un insieme di direttive sulla gestione dell’energia rinnovabile attraverso una sinergia tra società e cittadini, con un occhio di riguardo verso le risorse idriche ma senza tralasciare il potenziale derivante dal riciclo di rifiuti solidi.
Le fasi descritte rappresentano di fatto una sfida impegnativa da perseguire attraverso la cooperazione di istituzioni, aziende e cittadini.
Le sfide verso cui le grandi città dovranno adeguarsi vertono prima di tutto sulle norme di strutturazione urbanistica sostenibile, in un’ottica di ottimizzazione degli spazi, favorendo la qualità della vita attraverso spazi verdi. La seconda sfida riguarda la realizzazione di edifici e strutture auto sostenibili, capaci di generare energia grazie alle tecnologie costruttive ad alta efficienza energetica. La terza ha a che fare con il trasporto; in altre parole, potenziare il trasporto pubblico a scapito di quello privato, cambiando radicalmente le abitudini dei cittadini. I restanti punti rappresentano un insieme di direttive sulla gestione dell’energia rinnovabile attraverso una sinergia tra società e cittadini, con un occhio di riguardo verso le risorse idriche ma senza tralasciare il potenziale derivante dal riciclo di rifiuti solidi.
Le fasi descritte rappresentano di fatto una sfida impegnativa da perseguire attraverso la cooperazione di istituzioni, aziende e cittadini.
Fonte: “Le sei sfide da vincere per città più vivibili”, Noeleen
Heyzer, 22/02/2014 – IlSole24Ore
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